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Nell'era della contraffazione anche il mercato degli orologi da polso scopre e si affida agli ologrammi per tutelare i propri prodotti. Una tendenza, quella di utilizzare sempre più nuove e sofisticate tecnologie a garanzia della tracciabilità e dell'unicità dei marchi, che si sta consolidando tra le maggiori griffe, visto che, stando alle stime per difetto, la vendita dei soli orologi contraffatti ricopre il 5% dell'intero commercio mondiale del settore.
Ne sa qualcosa la Holo 3D, azienda leader nel settore olografico e insediata in Area Science Park di Trieste, che, sulla base dei riconoscimenti internazionali ricevuti e rispondendo alle nuove esigenze di mercato, ha deciso di incrementare la sua produzione sulla linea orologi, acquisendo così una sempre maggiore presenza nel mercato italiano e internazionale.
"Dopo aver consolidato, infatti, la nostra produzione olografica con marchi storici e prestigiosi come Chronotech e Gianfranco Ferré, - spiega l'amministratore delegato della Holo 3D, Glauco Miniussi -, abbiamo arricchito il nostro pacchetto di grandi firme, a partire dalla linea della Givency e dagli orologi da polso della Sweet Years, il nuovo brand della Go Old '50 lanciato da Cristian Vieri e Paolo Maldini".

Di fronte al rischio di vedere contraffatti i propri prodotti, dunque, sempre più aziende scelgono di tutelarsi attraverso queste speciali etichette adesive tridimensionali, spesse appena pochi micron e realizzate con strumentazioni laser, e che, a costi accessibili, valorizzano e rendono inimitabile il marchio, grazie proprio alle loro caratteristiche di irriproducibilità e codifica. Una terza via, quella della scelta degli ologrammi, che si pone in alternativa o a supporto di quella dei brevetti, uno strumento spesso troppo costoso soprattutto per le aziende più piccole. Da qui, la sempre più insistente richiesta del mercato di tutelarsi attraverso questi sofisticati sistemi, integrati anche da altri elementi tecnologici anti-falsificazione, come l'uso di inchiostri speciali, traccianti ottici, chiavi di sicurezza, stringhe alfanumeriche e codici mono e bidimensionali, frutto di anni di ricerche anche nei laboratori dell'azienda di Basovizza (Ts), una delle poche in Europa attrezzate per gestire all'interno della propria sede l'intero processo produttivo degli ologrammi.

E proprio la vocazione alla sperimentazione scientifica e all'innovazione è valsa alla Holo 3D, infatti, la nomination agli "Award for Excellence in Holography" per gli orologi della linea di Gianfranco Ferré e la decisione di partecipare quest'anno, assieme ad altri partners, ad un progetto europeo intitolato Nanotop che si propone di sperimentare come traccianti in difesa del marchio, nanopolveri dalle proprietà magnetiche personalizzabili. "Una grande soddisfazione – commenta l'a.d. Miniussi – che sta ad indicare la fiducia dei più grandi brand non solo nei confronti della Holo 3D, ma, soprattutto, nei confronti delle nuove tecnologie e delle ricerche scientifiche al servizio del mercato e del consumatore cui l'azienda è storicamente attenta".

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A forza di cercare, nemmeno un mese dopo il lancio, la prima crepa è stata trovata: anche l'iPhone non è perfetto e il suo sistema di difese può essere violato. Ad affermarlo è un team di ricercatori di una società di Baltimora, che testa la sicurezza dei computer dei clienti cercando di penetrare al loro interno. L'annuncio, dato oggi anche attraverso il New York Times, è stato preso molto seriamente dalla Apple, che ha già iniziato a studiare eventuali contromisure.

Dopo una settimana di tentativi, gli uomini della Independent Security Evaluators dicono di aver scoperto due metodi per aggirare le difese dell'apparecchio. Il primo prevede un attacco via e-mail: un hacker potrebbe mandare alla vittima un messaggio di posta elettronica con un link a una pagina html contenente un codice creato apposta per prendere il controllo del cellulare. Il secondo comporta la creazione di un hotspot WiFi gratuito in una zona densamente popolata. L'iPhone di un passante lo individuerebbe e chiederebbe al proprietario se desidera connettersi. Una volta dato l'ok, ogni azione su internet della vittima passerebbe attraverso il router controllato dall'hacker, che potrebbe con facilità "introdursi" nell'apparecchio e pescare al suo interno una gran quantità di dati. "Possiamo ottenere tutti i file che vogliamo", ha dichiarato Charles A. Miller dell'Ise.

Almeno per ora, non ci sono prove che questi sistemi siano stati mai utilizzati da veri hacker. Anche se sul web è stato pubblicato un resoconto del lavoro svolto dagli uomini dell'Ise, i dettagli saranno svelati solamente il 2 agosto e per ora sono stati comunicati soltanto alla Apple, che avrà così il tempo di mettere a disposizione dei clienti delle patch appropriate. "La nostra azienda prende molto seriamente questo tipo di problemi - ha dichiarato Lynn Fox, un portavoce della società di Steve Jobs - Stiamo analizzando le informazioni ricevute. Le comunicazioni su come migliorare la sicurezza sono sempre benvenute".

A quanto pare, anche l'iPhone ha dunque capitolato. Sin dalla sua commercializzazione, gli hacker di tutto il mondo si erano scatenati nel tentativo di aggirare le sue difese. Alcuni di loro avevano persino creato delle specie di diari on line dove inserivano i loro progressi.

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Sarà così perfetto che - secondo chi l'ha inventato - riuscirà a ingannare anche i rondoni veri e volerà con loro. Ma Roboswift, il piccolo e rivoluzionario robot progettato in Olanda, sarà molto più di un'accurata riproduzione di questi volatili: mimetizzandosi tra loro, grazie alle sue tre microcamere potrà fornire ai naturalisti informazioni inedite sugli uccelli e persino spiare dall'alto le attività umane.

Frutto degli studi di un team composto da ricercatori delle università di Delft e di Wageningen, Roboswift avrà un'apertura alare di 50 centimetri e peserà solamente 80 grammi. A distinguerlo dai rondoni in carne ed ossa ci sarà solamente una piccola elica al posto del becco, che però una volta azionata sarà praticamente invisibile.

Secondo i progettisti, che presenteranno un primo prototipo nella prossima primavera al Mav08, una delle più importanti esposizioni di microaerei, la sua caratteristica migliore sarà l'elevata manovrabilità. Grazie ad un nuovo sistema basato su quattro "piume" indipendenti tra loro, le sue ali sono state progettate ad imitazione di quelle delle rondini e saranno capaci di piegarsi ed estendersi cambiando la superficie esposta all'aria. In questo modo, il robot potrà compiere complesse evoluzioni e seguire gli stormi per almeno 20 minuti. In volo solitario, limitando i consumi, potrà volare per circa un'ora spinto da un motore elettrico alimentato da delle batterie ai polimeri di litio.

Le possibili applicazioni di Roboswift spaziano dallo studio degli uccelli al controllo del traffico, dalla sorveglianza di edifici allo spionaggio militare. Le sue tre microcamere, due puntate in avanti e una verso il basso, permetteranno di spiare da vicino senza essere visti. Le immagini saranno infatti inviate in tempo reale ad un visore simile ad un paio di occhiali indossato dal "pilota" a terra, che potrà quindi guidarlo con precisione verso gli obiettivi.

I naturalisti potranno dunque osservare gli uccelli durante il volo da un punto di vista spettacolare. Gli automobilisti, invece, dovranno fare ancora più attenzione quando saranno alla guida: le multe potranno arrivare perché sono stati colti in flagrante da un vigile ma anche perché sono stati "beccati" da un finto e solo apparentemente innocuo uccellino.

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